domenica 30 ottobre 2011

Radio Melges24 : prima giornata di regate


La prima giornata della CFadda Cup - Sardegna un mare di Vento, inizia molto presto, forse troppo, ciò causato dal passaggio dall’ora legale all’ora solare nella notte tra sabato e domenica. L’appuntamento ai piedi del Melges era per le 10,00, ma avendo mandato (erroneamente) avanti le lancette dell’orologio, il risultato è stato esser presente con 2 ore d’anticipo. Ho potuto quindi constatare la presenza in porto di un altro mattiniero, l’ammiraglio Ricci, che con sigaretta in bocca si dava da fare arrotolando vele, negli ultimi preparativi di quella che sarebbe diventata la prima giornata di campionato.
Nell’attesa, scopro che al Queen Mary si può leggere anche il giornale del giorno prima ed ascoltare la prima messa alla radio, assolutamente gratuitamente, per caricare di adrenalina una giornata che si preannuncia “al limite”.
Questo perché le condizioni  meteo viste nella giornata precedente, non fanno altro che essere confermate mentre arrivo al Porto: mi immagino l’onda lunghissima che si è formata durante la notte e che sul Melges si patisce particolarmente. Il vento è moderato e instabile, continua a girare tra sud e sud-est, condizione che persisterà più tardi anche sul Campo di regata, costringendo il giudice Clivio a mostrare la bandiera C (change), indicante appunto spostamento e cambio boe.
Tutti in campo i Melges iscritti al Campionato Invernale, da notare l’assenza dell’ On. Fois,  forse troppo impegnato nel suo ruolo istituzionale per la proroga del Piano Casa? O troppo impegnato in appuntamento velici di livello superiore? Lo abbiamo visto di recente tra i big della vela internazionale in Sb3.
A parte l’onda fastidiosa e l’instabilità del vento che ha dato del filo da torcere alla barca giudici, non si registra niente di particolare, a parte  un OCS di Giovanni Meloni al timone di Mariclò: sono tre prove molto regolari, il solito percorso con lo stacchetto per la prima e la terza prova, della durata di circa 40 minuti ciascuna, più veloce l’ultima grazie ad un aumento dell’intensità del vento, in cui si sono viste delle bellissime planate e anche qualche straorza.
Domina come al solito Siv Arborea (1-1-2) con Lorenzo Gemini al timone, ma ottima anche la performance di Gian Luca Manca al timone di Arbatax (2-2-1), (il più elegante del post regata) che vince la terza prova, e bravo anche Ignazio Cocco al timone di Bajana (5-3-6), che guadagna la terza posizione della classifica provvisoria, grazie ad un equipaggio che non ha sbagliato una manovra.
La prima giornata si chiude con l’irrinunciabile piatto caldo di malloreddus offerti dall’organizzazione Scuola Italia in Vela, e da un’inedito caffè, offerto invece da un nuovo sponsor della manifestazione Volvo Auto Cagliari, il quale non regalerà nessuna XC60 (a partire da euro 35.413,00 IPT esclusa), a nessuno dei regatanti, in nessun caso.
Ma l’Invernale di Marina di Capitana non è solo un evento sportivo, ma è anche un termometro sulle tendenze della moda del settore nautico. Impossibile non notare i colori trendy delle cerate di questa stagione Autunno-Inverno 2011: il grigio cenere e l’azzurro cielo, hanno permesso di archiviare i noiosi rossi scuri delle passate stagioni, i regatanti che li indossano ancora, sono assolutamente out.
AvvNews, premierà a fine stagione il velista che maggiormente si sarà contraddistinto per l’eleganza, sia a terra che in banchina.

sabato 15 ottobre 2011

Inizia una nuova avventura.... AvvNews

Tutto inizia con una telefonata ricevuta a fine giornata... "Mari, hai voglia di scrivere qualcosa di divertente per la nostra nuova pubblicazione"..... naturalmente ho risposto senza esitare un solo istante... "Ma certo, ma non sò se sarò all'altezza... i miei, più che articoli giornalistici di vela, sono piuttosto pagine di blog, hanno un taglio molto ironico, divertenti solo se si conoscono i personaggi di cui si parla".
Comunque, accetto di scrivere un articolo dopo ogni giornata di Campionato, solo per la categoria Melges24, che è appunto la mia.
 In questo modo riuscirò anche ad aggiornare tempestivamente questo blog, un pò dimenticato e trascurato :-)




venerdì 20 maggio 2011

London 2012 - Olympic Games - Weymouth


Le chiamano Olimpiadi di Londra 2012, ma le gare si svolgeranno a ben 257 km. Di distanza, nella costa sud della Gran Bretagna, nella baia in cui sorgono due cittadine molto caratteristiche, Portland e Weymouth, nella regione del Dorset.
Non sono sicuramente note come città turistiche, ma la loro storia si intreccia con quella del resto del mondo: è proprio dal Forte Northe che la mattina del 6 Giugno del 1944 gli inglesi partono per sbarcare in Normandia, il giorno che entra nella storia con la definizione di D-day. Ed è proprio da questo Forte, riqualificato  e convertito negli anni in museo, che si potranno godere gli spettacoli che le gare olimpiche di vela sapranno regalarci.
Dai  bastioni del Forte  lo spettacolo sarà particolarmente affascinante, al suo interno sono custoditi e perfettamente conservati, pezzi d’artiglieria della seconda guerra mondiale, oltre a contenere ambientazioni realistiche della vita militare, il dormitorio, la mensa, la cucina e lo spaccio alimentare.
Ci si arriva facilmente, dopo la camminata lungo il sentiero di campagna, che dal centro velico di Weymouth sale verso l’alto.
Arrivare a Weymouth dall’Italia è semplice ed economico: da Milano Linate a London City Airport con Alitalia per 140,00 euro.
Da London City Airport a Waterloo Station con la metropolitana, cambio a Canning Town. Da Waterloo station a Weymouth ci sono treni con una frequenza di mezz’ora.
Attenzione agli avvisi in treno a Winchester, perché i vagoni per Weymouth si dividono arrivati ad una certa altezza.
Dove dormire.
Arrivati a destinazione, ci sarà solo l’imbarazzo della scelta sul tipo di alloggio di cui usufruire, si potranno scegliere sia i caratteristici Hotels fronte mare, che i numerosissimi Bed and Breakfast diffusi in tutte le zone della città. Ottima è la sistemazione al B&B Harbour Lights, situato al 20 Buxton Road (32 Sterline a notte), in una posizione strategica per il raggiungimento  veloce del centro velico di Portland, e a circa un chilometro dal centro cittadino, vicino ad una fermata del servizio bus, che con poche monete ti conduce sia all’antico centro di Weymouth, sia a Portland. Il B&B è gestito dalla squisita Diane, la colazione inglese è ricca, offerta nella tipica ed accogliente sala della dimora inglese (a testa 32 sterline al giorno con colazione).
Senza dover attendere le Olimpiadi che si svolgeranno il prossimo anno, si potrà  iniziare ad assaporare lo stesso clima di competizioni già fra 3 mesi, infatti dal 1° al 12 Agosto è stato programmato il TEST EVENT sull’acqua, in cui le squadre di 470, match race, Star, 49 er, laser radiale, laser standard, surf rsx, potranno iniziare a perfezionare i loro allenamenti come  se si trovassero realmente alla Olimpiadi.
 Sarà questa, una sorta di test, sia per gli atleti che potranno iniziare a confrontarsi, sia per l’intera organizzazione dell’evento: l’unica fase che non si vedrà sarà purtroppo l’emozionante cerimonia d’apertura dei giochi olimpici, per la quale dovremmo ancora attendere un anno.
E mentre le squadre svizzere, inglesi, americane, tedesche, austriache, svedesi, spagnole e francesi, si allenano quotidianamente nelle acque gelide della baia, noi possiamo andare alla ricerca della vera Weymouth, quella ancora genuina, non ancora invasa dai media, dai visitatori e dagli appassionati di vela, che tra poco più di un anno si riverseranno nella spiaggia Giurassica e nell’affascinante centro storico.
Dove mangiare.
La cittadina di W. offre una certa scelta di cucina, sia locale che internazionale.
Per gli appassionati della cucina italiana, impossibile non fermarsi almeno una sera a cena  “Da Enzo” (110, The Esplanade) sul lungomare, che con 10-12 Sterline ti consente di mangiare una buona pizza e una bottiglia di birra.
Per chi non volesse far colazione nei B&B in cui alloggia, potrebbe optare per una passeggiata al porto, e gustare un ottimo Thè inglese, servito con teiere “vestite di lana”, per evitare che si raffreddino a causa della bassa temperatura esterna, insieme ad un soffice e delizioso Scones, dolce tipico della zona, il tutto per 6,70 Sterline.
Per gli irriducibili della cucina americana, segnalo la presenza della catena “Subway”, presente in diverse zone della città, le quali consentono un pasto completo a sole 10 Sterline.
Tutte le città che si rispettano, ospitano almeno un ristorante indiano, memorabile la cena allo “Zafran” (6, Bond Street), ubicato in una delle vie del centro storico, offre una cucina tipica, genuina e coreografica; l’ambiente è raffinato ed accogliente, si cena abbondantemente con 45 Sterline.
Per chi, invece, ha piacere di gustare la vera cucina inglese, non può non fermarsi presso il ristorante “Galley” (Hope Square), forse un po’ troppo rumoroso, ma il tutto è compensato da uno squisito pollo con funghi, un pasto completo incluso di bevande per 50 Sterline.

Il centro dell’attenzione non è solo su Weymouth, ma anche su Portland, da cui è separata da pochi minuti di bus: alla Sailing Academy, gli equipaggi inglesi si allenano già da qualche tempo. Il Marine è di recente costruzione, offre diversi servizi, oltre alla presenza di alcuni negozi di attrezzatura nautica ed abbigliamento, è presente un buon ristorante, in cui si può mangiare per 23 Sterline.
Le Olimpiadi saranno la grande attrattiva, e da qui ad un anno, queste due località avranno modo di prepararsi al meglio per ricevere, atleti, giornalisti e spettatori da tutto il Mondo. Attualmente si presentano come delle cittadine comuni a tutto il resto del sud della Gran Bretagna, l’aria olimpica ancora non si percepisce, si può camminare per chilometri lungo la caratteristica spiaggia di ciottoli, senza mai trovare un segnale che ci porti a pensare alle Olimpiadi.
E’ infatti la spiaggia, un altro luogo in cui vale la pena fare una bella camminata, si sviluppa per qualche chilometro, interrotta a tratti da scalinate in pietra che portano al di sopra delle rocce: improvvisamente lo scenario cambia completamente, niente più ciottoli, ma solo enormi distese di prati disseminate di conigli, tutto il resto è solo mare infinito.

mercoledì 2 febbraio 2011

Colui che veste il vento....

L'intervista con il Sarto del Vento apparsa lunedì su Sailing Sardinia, ha ricevuto consensi e complimenti assolutamente inaspettati, da parte di chi conosce me, ma sopratutto da parte di chi conosce Andrea molto da vicino. Sono lusingata di essermi fatta interprete temporanea del pensiero di un uomo che non è solo un velista, che non è solo quel sardo che a braccia alzate arriva a tagliare il traguardo della Route du Rum.... ma è un uomo i cui discorsi si affacciano in un'altra dimensione,  ma se non vogliamo impegnarci troppo in questioni filosofiche, pensiamo solo che  è  
.... colui che veste il vento di Dacron e di Kevlar.
Quello che non ho scritto nell'articolo è stata la  preoccupazione prima di quell'incontro nel 2006. Non lo conoscevo personalmente,  certo mi erano familiari le sue vele, il suo marchio, il suo nome.... ma non avevo mai scambiato con lui neanche una battuta.
Mi chiedevo di continuo se lui avrebbe capito il senso dei miei discorsi, o se avrebbe pensato che ero fuori di testa come tutti gli architetti,  pensavo...magari inizierà a spiegarmi tecnicamente in che cosa consiste il suo mestiere... ma non era ciò che desideravo.... 
io volevo l'anima del velaio.
E lui mi diede l'anima.

Il racconto del sarto e del progetto "Il letto del vento", rientra nel cassetto da cui è venuto fuori domenica sera, ma si chiude ironicamente con il commento del protagonista...
"Ora dovrò aggiungere nell'elenco della Camera di Commercio alla voce nomenclature dei lavori "Sarto del Vento" sino ad oggi non classificato!!".






domenica 30 gennaio 2011

Andrea Mura e l'Architettura

Un binomio assurdo? Niente affatto. E mentre qualcuno ci ascoltava divertito, davanti alla razione di pasta e fagioli del nostro post regata, io e Andrea  rievocavamo un’insolita conversazione avvenuta qualche anno prima e di cui lui a stento si ricordava..
Era il 2006, io ero studentessa alla Facoltà di Architettura, mi affidarono  un laboratorio di progettazione molto particolare, il primo di una lunga serie, dal titolo “Casa per un artigiano – reinterpretazione del modulo abitativo di Le Corbusier”.
Istintivamente, decisi di progettare la casa per un velaio.
Un architetto, prima di progettare qualsiasi opera ha l’assoluta necessità di capire il luogo e conoscerne lo Spirito, si chiama Genius Loci ed è proprio la caratteristica che meglio lo differenzia dall’ingegnere.
Io, purtroppo, non avevo un “dove”, ma un “Chi”, conoscevo solo il suo abitante, ed è per questo che decisi di intervistarlo. Le informazioni di cui sentivo l’esigenza, mi avrebbero dovuto portare a capire l’essenza di un mestiere così complesso, per tradurlo metaforicamente in un segno leggibile graficamente.
Incredibilmente  Andrea mi accolse nel suo grande laboratorio, e mi lasciò parlare per un po’ ….. poi arrivò il suo turno… e io lo ascoltai attentamente, rapita dalle sue parole, ed è così che più tardi divenne…
“Il sarto del Vento”.
Riporto qui di seguito gli appunti di quell’intervista, gli stessi che  utilizzai per il mio esame e  che questa sera ho recuperato velocemente dal mio archivio…
Andrea, chi è il velaio?
“Il velaio è un sarto che va in barca, con la testa immersa nell’aerodinamica …. esce tutti i giorni, e grazie alla  grande sensibilità, alla continua ricerca e alla sperimentazione, cerca di migliorare al massimo le prestazioni delle sue vele…  ciò equivale ad una continua ed infinita messa a punto”
Il velaio, è un uomo ricettivo a tutte le manipolazioni, le sue simulazioni avvengono con il pensiero, alla ricerca della perfezione”.
Come vorresti che fosse la tua casa”?
Lui mi rispose senza pensarci troppo, ma quasi come se la vedesse proiettata davanti ai suoi occhi: “Spazi infiniti, un mare di luce naturale e grandi pareti per appendere tante immagini …..e poi… leggera come uno Spinnaker, resistente come il Kevlar, pesante come il Dacron…
 Andrea, sei sempre soddisfatto di ciò che plasmano le tue mani ?
 “… Ogni volta mi chiedo come sarebbe stato se fosse stato diverso..”.
 
 Avevo capito chi avevo davanti…
Il mio velaio è un uomo carismatico, appassionato di vela, di mare, e con una voglia continua di prendere il largo.
Ma dietro a questa voglia c’è quella di prendere il vento, di rapirlo con le sue vele.
Compie  un lavoro paziente,  estro, sartoria, tecnica, ed un pizzico d’ acqua salata, insaporiscono il suo lavoro quotidiano.
Lui vorrebbe avere più tempo per viaggiare per mare, ecco perchè ha bisogno di una casa che lo faccia sentire libero, che lo faccia sentire nel vento.
Prese forma un segno grafico, un progetto vero e proprio,  divenne la sua casa, una casa che non vide mai il suo abitante, e che chiamai “il letto del vento – casa per un velaio”.
Non solo casa di velaio, ma anche casa di uomo appassionato, casa di bambino che accompagna suo padre in barca..  lo vedo mentre a prua si gode gli schizzi che più tardi lo faranno innamorare delle vele, della velocità e delle regate.
Marianna Orrù
Sailing Sardinia

sabato 15 gennaio 2011

Stage J24 – seconda giornata Regate (istruzioni per l’uso).

L'equipaggio ExpresSiv e Marianna Orrù
Il mio è ormai un ritardo cronico, l’appuntamento era infatti fissato per le 10,00  di sabato 15 gennaio, ma alle 11,20 ero ancora seduta sulla poltrona del mio ufficio con un cliente. Lo liquido velocemente, non posso assolutamente perdermi la seconda giornata di lezione sui Regolamenti.
 Arrivo, finalmente alle 11,50 e subito attraggo l’attenzione di ExpresSiv, che si lancia nella solita e ironica battuta “Si sa, le dive sono sempre in ritardo…”, nonostante questa volta fossi senza pelliccia. Incasso la battuta sorridendo e mi rendo conto che la lezione di Nanni Meloni è appena incominciata: è partito proprio dalla genesi, dall’ABC del regolamento di regata, insinuando dubbi spaventosi non solo nelle mie certezze (poco male), ma anche su quelle di velisti molto più esperti…
Ma chi è Giovanni Mameli? A Sassari risponderebbero di sicuro così “uno che di regate e regolamenti ne sa un bè”, e forse uno che è meglio non incontrare mai sul campo di regata in barca giudici.
Eravamo tutti attentissimi, perché lui è veramente un personaggio:  nello stesso tempo fa emergere sia la sua personalità esilarante che quella squisitamente tecnica, e a nessuno è sfuggita una parola (figuriamoci), avrebbe veramente meritato un filmato.
Ho comunque preso degli utilissimi appunti, spesso copiando dall’avvocatessa a fianco a me, che per deformazione professionale non ha tralasciato alcun indizio, in particolare ci siamo soffermati su alcuni punti importanti, il cui ordine di discussione non è stato propedeutico, come ha tenuto infatti a precisare Mameli.
Parlando della PARTENZA…
Se chiediamo a qualcuno cosa è la partenza, sono certa che nessuno potrebbe dare questa corretta definizione:
“Una barca parte quando è stata nella parte di pre-partenza, e quindi quando qualsiasi parte del suo scafo abbia tagliato la linea di partenza in direzione della prima boa”.
Fin qui tutto bene, ma quando è che avviene l’ARRIVO?
“…quando qualsiasi parte del suo scafo, attrezzatura o equipaggio, in posizione normale tagliano la linea d’arrivo in direzione del percorso dall’ultima boa per la prima volta o dopo aver eseguito una penalità, o dopo aver corretto un errore compiuto sulla linea d’arrivo”.
Quest’ultima definizione è di fondamentale importanza, perché erroneamente i regatanti pensano che l’arrivo sia attestato dal colpo di tromba. Non è così. L’arrivo è certificato dall’esposizione della bandiera, quindi da un segnale visivo e non acustico. I commenti a tal proposito si sprecano ovviamente, perché molti (o tutti?) erano convinti del contrario … in particolare qualcuno si lascia andare a ironiche battute del tipo: “..insomma, la TROMBATA non deve proprio essere presa in considerazione”… altri rispondono: “ovvio.. come al solito!”.
Altra importante considerazione riguarda i tempi, e quindi riuscire a rispondere ad un’altra domanda: Fino a quando siamo in regata?
“Siamo in regata e arriviamo, solo dopo aver attraversato la linea di arrivo , ma soprattutto dopo averla LIBERATA!!... (Insomma dopo esserci levati di mezzo).
Procedendo a ritroso, passiamo alla PARTENZA.
E’ stato uno dei punti che ha incontrato maggiore interesse tra i velisti, e in cui Mameli ha dato il meglio di sé: ha risposto alle domande più disparate, ipotizzando situazioni di partenza anomale, già verificatesi o comunque possibili. Ma perché questa fase è così delicata? Perché l’aria è sempre così tesa? Perché si rischia di anticipare …
E comunque c’è sempre qualcuno che potrebbe fare il furbo, cioè potrebbe sapere di essere in OCS, ma far finta di niente proseguendo verso la prima boa. Mameli comunque, precisa che nonostante questo comportamento, cioè nonostante venga infranta una regola, la barca NON PERDE I SUOI DIRITTI. Io invece aggiungerei che in questi casi, ci si potrebbe trovare davanti ad un giudice come lui che raggiungendoti in gommone potrebbe farti qualche appunto dicendoti:  “.. Oh!... La ga no ses partiu!” con una giusta valorizzazione delle tradizioni locali.

Alla Prossima giornata con Andrea Casale!

Sailing Sardinia
Marianna Orrù

lunedì 13 dicembre 2010

Campionato Invernale Marina di Capitana - 5a giornata

La giornata non è cominciata esattamente bene, causa male interpretazione sull'appuntamento in banchina.. Qualcuno infatti non era ancora arrivato alle 11,00 del mattino, considerato che la prima prova sarebbe dovuta essere alle 11,30... Infatti alla prima prova non abbiamo partecipato!
Finalmente, imbarcati i componenti dell'equipaggio mancanti, siamo partiti  alla volta del nostro campo di regata, dominato da un maestrale rafficato a circa 20 nodi, ma accompagnato da uno splendido e anomalo sole primaverile..
Ricordavo divertita le parole del mio medico il giorno prima.. "mi raccondo se proprio deve uscire in barca si metta una sciarpetta". Ovviamente il mio medico non ha idea di cosa sia un Melges 24 e delle condizioni in cui si naviga. A poco è servita la nuova muta in neoprene e gli stivaletti da deriva: l'acqua si è insinuata ovunque, penetrando persino nella biancheria intima ;-)
L'acqua è arrivata a secchiate, e poco riescono a fare mute e cerate, la mia laringite non ha fatto altro che peggiorare, e oggi infatti ritrovo senza un filo di voce, ma ne è valsa la pena!